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Percorso della memoria

Iniziamo la nostra escursione dalla Chiesetta della Dassa, al cui interno si trova un affresco raffigurante l’incendio di Borno avvenuto alla fine del XV secolo.
Prendendo per via Brennero si incontra l’antica casa colonica detta “Il Castello”, con una pregevole fontana probabilmente di epoca longobarda. Si sale abbandonando le ultime case del paese e passando per la fontana dei Roncagnöi e si raggiunge un crocifisso posto all’incrocio con la strada che a destra conduce alla medievale chiesa campestre di San Fiorino. Giunti alla trattoria in località Navertino, si svolta a destra lungo il sentiero alternativo per il lago di Lova.
Passato il Put de Fus, si prosegue di nuovo in salita oltre alcune baite e prati posti in località Sòcol e Rièlda. Ora il sentiero svolta decisamente a destra in un bel bosco di abeti rossi, solitamente ricco di funghi profumati. In circa 20 minuti raggiungiamo la conca del Lago di Lova, bacino artificiale costruito negli anni ’30 del secolo scorso. Tutto attorno troviamo belle baite e pascoli, sullo sfondo si stagliano maestosi il Monte Moren e le pendici erbose del Monte Arano, mentre a destra si nota il pendio boscoso del Monte Mignone e del Dos d’Averta.
Attraversato il lago grazie ad un sentiero pianeggiante raggiungiamo lo Chalet Pineta. Appena oltre inizia la discesa che in pochi minuti ci porta al Put de Pacì dove ci si può dissetare ad una fontana in legno. Poco dopo si raggiunge la Cappella di Sedulzo. Al suo interno si possono ammirare gli affreschi che descrivono la battaglia avvenuta alla fine di settembre nel 1944 tra un gruppo di partigiani della Valle di Scalve e un gruppo di ufficiali tedeschi, battaglia che causò gravi lutti e una feroce rappresaglia nazista nel nostro paese. Sotto di noi si possono ammirare l’altipiano di Borno e in lontananza le Prealpi camune tra cui il Passo di Crocedomini e il Monte San Glisente.
Giusto sopra la chiesetta riprende il sentiero che tra saliscendi in mezzo al folto bosco ci porta, in circa 20 minuti, al bivio della strada che conduce ad Avendrino. Andiamo invece a sinistra lungo la discesa che porta alla località Freàl e poi in Duregno all’inizio del paese.

Il percorso, di difficoltà turistica, adatto a tutti, presenta una lunghezza complessiva di 5 km, per un dislivello di circa 400 metri, percorribile in meno di 3 ore.