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L’Altopiano del Sole

logo_horizontalTrascorrere le vacanze a Borno non è mai uguale: la località di questa regione turistica è infatti tanto variegata quanto il loro clima: chiassosa mondanità, quiete e riservatezza nel piccolo borgo di questo meraviglioso altopiano.

Ossimo Superiore

La frazione, sede del Comune di Ossimo, sorge su un dosso alle pendici meridionali del monte Mignone. È collegato con Borno e con Villa di Lozio dall’antica strada Borno-Lozio che giungeva nella parte alta del paese, allargata nel 1959 e asfaltata, stretta ma pittoresca e panoramica. Molte sono state le scoperte di statue-stele, massi istoriati, incisioni rupestri, monete e tombe preistoriche.

www.comune.ossimo.bs.it

Ossimo Inferiore

Sorge sul passo orientale dell’altopiano di Borno, in una conca delimitata dal dosso di San Damiano e digradante verso la profonda gola del torrente Trobiolo, varcato poco oltre il Valzèl de Fì dal ponte della Rocca, sulla strada che conduce al Santuario della Santissima Annunciata e a Piancogno. L’antichità di Ossimo Inferiore è dimostrata dalla scoperta di stele preistoriche, di ceramica medievale, di tegole Romane e da un probabile castelliere sul dosso di San Damiano.

www.comune.ossimo.bs.it

Creelone

La frazione di Creelone è sorta per insediamenti recenti di tipo turistico. Da qui ci si può inoltrare in pittoreschi boschi di conifere e raggiungere Villa di Lozio, dove la natura si mantiene ancora in maggior parte incontaminata ed offre quadretti di selvaggia bellezza. Boschi cedui, prati, fresche acque rendono idilliache le escursioni su tutto il territorio.

Lozio

La strada che porta a Lozio è una diramazione della Provinciale che si distacca dalla Valle Camonica in corrispondenza di Cividate – Malegno. La valle si presenta stretta, incuneata e ricoperta di bosco ceduo. Dopo aver percorso qualche chilometro la valle si apre, allargando la visione su uno splendido altipiano contornato da pinete e da boschi di conifere. Spettacolari, grazie alla loro conformazione dolomitica, le cime composte da vigorosi e glabri speroni rocciosi, come il mastodontico dente del Cimon della Bagozza (m. 2407), la Cima Bacchetta (m. 2549) e il Pizzo Camino (m. 2491), appaiono più alte di quanto siano e sono ambite palestre per l’alpinismo sportivo. Dalle sommità si può godere il panorama della Val di Scalve, dell’altipiano di Borno, della Presolana e dei gruppi del Bernina e dell’Adamello. Nei mesi estivi, l’altipiano dà vita a una vera e propria trasfigurazione cromatica, nella quale ogni colore sembra riflettere una luce più intensa. Lozio è in realtà il nome di un Comune formato da quattro frazioni: Laveno, Sucinva, Sommaprada e Villa, vicine fra loro ma ben distinte l’una dall’altra. Sucinva è situata verso il bordo orientale dell’altipiano. Il nucleo più antico risale al 1300, ha una piccola chiesa del secolo XVII dedicata a S. Antonio da Padova. Anche Laveno, capoluogo e sede del Municipio, si sviluppa intorno ad un nucleo medioevale ed ha una chiesa del secolo XVII, dedicata a S. Maria Assunta. La frazione più alta del Comune di Lozio è Sommaprada (m 1045) dalla quale si può raggiungere la chiesetta di S. Cristina, incuneata scenograficamente tra gli speroni di roccia della Concarena. Per raggiungere l’ultima frazione si ripercorre la strada verso occidente, attraverso tutto l’altipiano. Villa è senz’altro il centro maggiore, non solo per la popolazione più numerosa, ma anche perché vi si trovano gli unici alberghi della zona e le principali attività commerciali e di servizio. Inoltre vi è la presenza di un castello medioevale con torre, posto in alto a Nord dell’abitato, oggi ridotto a rudere, ma comunque meta di interessanti escursioni. La strada continua e, oltre che a Villa, conduce a Ossimo e a Borno: percorrendola ci si immerge nella bellissima pineta che già si scorge salendo la valle.

www.comune.lozio.bs.it

Malegno

Tenendo la stessa strada, si scansa la gran prada di Cividate, e si gionge à Malegno, luogo di competente popolazione, a cui non mancano case riguardevoli, e civili, bagnato dal Lanico, che gli porge bella commodità per i molini, fucine et altri edificij, e con la parochiale di s. Andrea, e l’oratorio di s. Rocco per i disciplini, tiene nel suo distretto anco la Chiesa di s. Maria annessa all’Hospitale publico, che dalla pietà della Valle, è stato eretto, e si mantiene ben proveduto presso il ponte di Cevedato alla sinistra dell’Oglio per sostentamento de poveri derelitti, e degli esposti.”
(P. Gregorio di Valcamonica, Curiosi trattenimenti continenti reguagli sacri, e profani de’ popoli camuni. Venezia, G. Tramontin, 1698, pp. 27-28)
“Et passando il fiume Oglio si trova il Commun di Malegno, che contien solo la detta terra. Questo Commune ha pochissimo territorio, ma bonissimo, et produce bonissime biave, et buoni vini, ma fumosi fuor di modo. Li habitanti attendono all’agricoltura, et alcuni pocchi alla ferrarezza, vi sono dui molini, et una rasica, et quattro fucine, dove si fabbricano caccie, manestradori, et padelle di ferro, et altri simili, forbici. Et vi sono tre famiglie honorate: Casari, Bonittini, et Vertui.”
(Il catastico bresciano di Giovanni da Lezze, 1609. Brescia 1973, III, f. 572)

www.comune.malegno.bs.it

Piancogno

Il comune di Piancogno è stato costituito con Decreto del Presidente della Repubblica il 3 dicembre 1962 ed è formato da 3 frazioni: Piamborno e Cogno posti sul fondovalle sulla riva destra del fiume Oglio e l’Annunciata, località quest’ultima estremamente panoramica e ricca di testimonianze d’arte e di fede.
E’ operante dal 13 febbraio 1963 e il suo toponimo deriva chiaramente dalla fusione dei nomi dei due centri maggiori.

www.comune.piancogno.bs.it
Pro Loco di Piancogno

Angolo terme

Angolo, così chiamato per il sensibile mutamento di direzione della valle formante quasi un angolo retto, comprende i centri abitati di Angolo, Anfurro, Mazzunno e Terzano. Di origine celtica, con struttura urbanistica medievale, Angolo ha condiviso in gran parte le sorti storiche ed economiche della Vallecamonica ed è carico di storia e di vestigia nobiliari. Importante luogo strategico durante la dominazione romana, fu centro minerario fin dal IV sec. a.C., costituendo un punto notevole di raccordo con i forni fusori della Valle Scalve. Si caratterizzò sempre come centro di produzione agricola e artigianale particolarmente nel campo del legno e vetro. Angolo fu prima possedimento del Vescovo di Brescia e passò poi al Comune di Brescia; sottomesso ai Visconti nella prima metà del ’300, divenne feudo di Federici. Tolto ad essi nei primi anni del ’400 da Pandolfo Malatesta, fu riconquistato dai Ghibellini guidati dai Federici. Entrato a far parte della Serenissima, vi appartenne fino al 1797. Angolo ha avuto rilevante sviluppo nella seconda metà dell’800 con la costruzione della strada Angolo-Dezzo, ma ha assunto ancor maggiore importanza dal 1960, quando incominciò a svilupparsi l’attività turistica e termale. Dal 1963 il paese è stato denominato Angolo Terme.

www.comune.angolo-terme.bs.it