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Antichità

Passeggiando per i vicoli e lasciando scorrere lo sguardo, si ha come l’impressione che a Borno il tempo si sia fermato: stele con incisioni dell’età del Rame, resti di necropoli romane, fortilizzi e torrioni medievali, palazzi e caseggiati sei-settecenteschi; e ancora, chiese ed edicole, testimoni della religiosità popolare locale ed espressione artistica di tutto rispetto. Per gli amanti dei borghi antichi, quindi, nulla di più stimolante che percorrere le vie del paese seguendo l’itinerario proposto.

Capitelli del ’500

I tesori più preziosi di Borno non vanno ricercati solo nelle cose appariscenti, ma anche in quelle modeste come, ad esempio, negli antichi elementi di portali incastonati in moderne costruzioni.

Dove si trova: via Gorizia


Fontana seicentesca

La piazza si allarga attorno alla fontana, del XVII secolo, realizzata in pietra di Sarnico e caratterizzata da una vasca principale a forma ottagonale che raccoglie gli zampilli che scendono dalle bocche di mascheroni posti a decorare le due vasche minori.

Dove si trova: Piazza Giovanni Paolo II


Ara romana, ricostruzione

Nella Valle Camonica romana, l’abitato di Borno era uno dei centri più importanti, anche grazie alla posizione strategica, a controllo della via di collegamento con la Val di Scalve. Le restituzioni più importanti sono una necropoli ed un edificio di culto nell’area dell’ex Villa Baioni, in via Marconi, da cui derivano numerosi e preziosi oggetti di corredo (anche in oro ed argento) oggi esposti al Museo Archeologico Nazionale della Valle Camonica (Cividate Camuno); a Borno, del periodo romano, restano oggi visibili alcuni elementi architettonici murati all’esterno della Chiesa di S. Fiorino e un’epigrafe funeraria sulla facciata di una casa privata nel centro storico (fra via Trento, 15 e via Imavilla, 1A). Nella località Laghetto Giallo infine le tracce di un imponente scarico di laterizi romani testimoniano la pratica di attività artigianali, forse legate ad una fornace produttiva.

Dove si trova: via Don Moreschi


Frammento di stele – Età del Rame (IV/III millennio a.C.)

n Valle Camonica, sito d’importanza mondiale per l’arte rupestre, Borno rivela le sue origini più antiche nei ritrovamenti di siti cerimoniali con stele e massi incisi che si distinguono per importanza nell’intero arco alpino.
Si tratta di reperti provenienti da siti cerimoniali dell’età del Rame (IV/III millennio a.C.) oggi esposti presso il Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane (Capo di Ponte).
Di tali testimonianze, a Borno, resta solo il frammento di stele incastonato nel muro esterno di un’abitazione in via S. Fermo, numero civico 19. Nel vicino comune di Ossimo è invece visitabile il Parco Archeologico di Asinino – Anvoia, particolarmente interessante perché, per la prima volta, i massi incisi sono stati rinvenuti nella posizione originale.

Dove si trova: via San Fermo